Mi trovo bene con Linux Mint

Non sono mai stato (a mia memoria) un fanatico de “l’anno di Linux sul desktop”, ma lo uso da oltre 10 anni come unico sistema operativo quindi sono sicuramente un utente di lunga data.  Quando posso cerco di dare il mio contributo a progetti di software libero e open source in varie forme, anche economiche. Contribuire è spesso molto divertente, ma in ogni caso importante e non mi stancherò mai di dirlo, anche se per questo post risparmio ai 2 eventuali lettori un pistolotto sui motivi! 🙂

Dopo un utilizzo continuativo da oltre 1 anno posso dire che mi piace Linux Mint come OS, quindi stavolta il contributo è per loro!

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Rischio e responsabilità nello scenario futuro di blockchain e DAO

Interessante articolo di Simone Cicero su come potranno cambiare radicalmente i modelli e il business della gestione del rischio in futuro, quando i dati saranno disponibili in una blockchain pubblica ed esisteranno organizzazioni autonome distribuite che fanno girare contratti intelligenti.

Come ti cambio la gestione del rischio con la blockchain (e i suoi effetti sul business) http://www.chefuturo.it/2016/05/blockchain-cambia-business-assicurazioni/

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Consapevolezza e libertà digitale a scuola – 7 giugno San Venanzo

Martedì 7 giugno sarò a san Venanzo presso la Sala Conferenza La Serra, insieme agli amici di LibreItalia, per raccontare a genitori e insegnanti cosa sia la libertà digitale, come e perché usare software libero per averla e renderla divertente ed interessante per i ragazzi e come usare consapevolmente i social network (magari dando il buon esempio ai ragazzi! 🙂

Tutti i dettagli qui.

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Internet e la capacità di scelta

Voglio pubblicare una domanda che in varie forme e occasioni mi viene in mente in seguito a discorsi e situazioni che mi si presentano, magari qualcuno ha qualche considerazione da fare in merito.

Il fatto che oggi ci facciamo suggerire il comportamento e gli interessi da quello che leggiamo e facciamo in rete sia da alcuni considerato come un tradimento della promessa iniziale di Internet sulla possibilità di scegliere autonomamente le informazioni e le loro fonti, potrebbe forse dipendere dal fatto che siamo stati inondati di informazioni prima di essere messi in grado di giudicare criticamente tutta  questa informazione?
Se fosse così che soluzione proporreste per risolvere il problema?

Per la serie troppa grazia Sant’Antonio!

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30 anni di Internet in Italia: negli ultimi 17 c’ero anche io

Il 30 aprile 1986 a conclusione di un pionieristico percorso di ricerca fu finalmente possibile  scambiare messaggi dall’Italia all’altra sponda dell’Atlantico grazie agli sforzi di numerose persone del CNR che collegarono per la prima volta il Centro Universitario per il Calcolo Elettronico di Pisa alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania entrando di fatto nella rete militare e di ricerca Arpanet, che poi si sarebbe evoluta in quella che tutti oggi conosciamo come . Al di là delle manifestazioni istituzionali previste per il 29 e il 30 aprile è importante riflettere un momento su quanta acqua sia passata sotto questo ponte e di quale importanza questo ponte di comunicazione abbia assunto oggi per tutti noi.

Ma lasciate che vi racconti un breve momento di nostalgia.

Leggi l’articolo completo su TechEconomy cliccando qui

Come parlare di sicurezza

Una tavola rotonda improvvisata per far fronte ad uno speaker influenzato è stata davvero molto interessante per capire come divulgare notizie corrette su argomenti tipicamente ostici e complessi come uso delle tecnologie nel narcotraffico, la rete Tor, la crittografia, hacking dell’internet delle cose e il Deep Web.

Il video è disponibile sul canale del festival internazionale del giornalismo di Perugia di cui si è appena conclusa la decima edizione.

 

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Digital Trasformation per la scuola e le imprese umbre

Si parla molto di digital trasformation negli ultimi ma c’è molto da fare nel concreto per accogliere, comprendere e sfruttare i vantaggi e gestire i rischi che comporta.

Per iniziare a parlarne e capirne qualcosa in più sono lieto di partecipare a due eventi questo mese, uno domani, sabato 13 febbraio a Todi, e venerdì 19 a Perugia. Continua a leggere

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Piattaforme per l’e-commerce a confronto su TechEconomy

appena pubblicato un mio articolo in cui parlo un po’ delle differenze tra le soluzioni e-commerce proprietarie e libere, cercando di fare un po’ di chiarezza e una panoramica dei pro e dei contro che contraddistinguono i due approcci dal punto di vista tecnico e dal punto di vista del business.

Trovate l’articolo qui: http://www.techeconomy.it/2016/01/28/piattaforme-le-commerce-confronto-floss-vs-proprietarie/

Schermata del primo sito web della storia (a 800x600px)

Sensazioni sul web e la sua storia

Qualche giorno fa è uscito un altro mio articolo (il secondo) su techeconomy.it, nella rubrica Open4Business che parla del web libero e proprietario con un confronto tra lash a HTML5.

Mentre lo scrivevo e cercavo fonti e dati, ho avuto modo di riflettere un po’ su quanta acqua è passata sotto i ponti dai primordi del web ad oggi e due cose mi hanno colpito:

  1. la quantità incredibile di informazioni disponibili tra cui districarsi oggi per fare una ricerca anche semplice
  2. l’altrettanto incredibile evoluzione di ciò che si è costruito sulle fondamenta del web in meno di 25 anni

Sul secondo punto mi limito a dire, dal punto di vista di chi di Internet e web ne ha fatto un mestiere (se mi passate la parola arcaica in questo contesto) che la grandezza e la complessità di oggi confrontata con quella degli albori dell’internet commerciale nei primi anni ’90 del secolo scorso ha qualcosa di affascinante, esaltante e preoccupante al tempo stesso.
Chissà se a fine ‘800 con la rivoluzione industriale le persone hanno provato la stessa sensazione.
Esaltante perché le infinite potenzialità dei primi anni sembrano oggi ancora altrettanto infinite.
Preoccupante perché alcune di queste potenzialità trasformate in qualcosa di concreto hanno saputo dimostrare una clamorosa incapacità di gestione e consapevolezza da parte di chi li ha realizzate così come di chi le ha usate.

Per quanto riguarda il secondo punto la sensazione è chiaramente di stordimento.
Fermandosi un attimo, usando un ritmo un po “vecchio-stile”, è evidente che il mare di informazioni tra cui navigare è così vasto e profondo che solo uno sguardo fugage tende a far venire le vertigini.
Se è vero che i potenti strumenti di oggi ci portano a trovare proprio quello che stiamo cercando in questo oceano, è anche fortissima la consapevolezza che quel che riusciamo a vedere in realtà non è sempre conoscenza “vera”, ma è solo la punta di uno dei millemila iceberg che galleggiano nel mare, e neanche di uno tra i più grandi.

Just my 2 cents.