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30 anni di Internet in Italia: negli ultimi 17 c’ero anche io

Il 30 aprile 1986 a conclusione di un pionieristico percorso di ricerca fu finalmente possibile  scambiare messaggi dall’Italia all’altra sponda dell’Atlantico grazie agli sforzi di numerose persone del CNR che collegarono per la prima volta il Centro Universitario per il Calcolo Elettronico di Pisa alla stazione di Roaring Creek, in Pennsylvania entrando di fatto nella rete militare e di ricerca Arpanet, che poi si sarebbe evoluta in quella che tutti oggi conosciamo come . Al di là delle manifestazioni istituzionali previste per il 29 e il 30 aprile è importante riflettere un momento su quanta acqua sia passata sotto questo ponte e di quale importanza questo ponte di comunicazione abbia assunto oggi per tutti noi.

Ma lasciate che vi racconti un breve momento di nostalgia.

Leggi l’articolo completo su TechEconomy cliccando qui

Come parlare di sicurezza

Una tavola rotonda improvvisata per far fronte ad uno speaker influenzato è stata davvero molto interessante per capire come divulgare notizie corrette su argomenti tipicamente ostici e complessi come uso delle tecnologie nel narcotraffico, la rete Tor, la crittografia, hacking dell’internet delle cose e il Deep Web.

Il video è disponibile sul canale del festival internazionale del giornalismo di Perugia di cui si è appena conclusa la decima edizione.

 

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Digital Trasformation per la scuola e le imprese umbre

Si parla molto di digital trasformation negli ultimi ma c’è molto da fare nel concreto per accogliere, comprendere e sfruttare i vantaggi e gestire i rischi che comporta.

Per iniziare a parlarne e capirne qualcosa in più sono lieto di partecipare a due eventi questo mese, uno domani, sabato 13 febbraio a Todi, e venerdì 19 a Perugia. Continua a leggere

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Piattaforme per l’e-commerce a confronto su TechEconomy

appena pubblicato un mio articolo in cui parlo un po’ delle differenze tra le soluzioni e-commerce proprietarie e libere, cercando di fare un po’ di chiarezza e una panoramica dei pro e dei contro che contraddistinguono i due approcci dal punto di vista tecnico e dal punto di vista del business.

Trovate l’articolo qui: http://www.techeconomy.it/2016/01/28/piattaforme-le-commerce-confronto-floss-vs-proprietarie/

Schermata del primo sito web della storia (a 800x600px)

Sensazioni sul web e la sua storia

Qualche giorno fa è uscito un altro mio articolo (il secondo) su techeconomy.it, nella rubrica Open4Business che parla del web libero e proprietario con un confronto tra lash a HTML5.

Mentre lo scrivevo e cercavo fonti e dati, ho avuto modo di riflettere un po’ su quanta acqua è passata sotto i ponti dai primordi del web ad oggi e due cose mi hanno colpito:

  1. la quantità incredibile di informazioni disponibili tra cui districarsi oggi per fare una ricerca anche semplice
  2. l’altrettanto incredibile evoluzione di ciò che si è costruito sulle fondamenta del web in meno di 25 anni

Sul secondo punto mi limito a dire, dal punto di vista di chi di Internet e web ne ha fatto un mestiere (se mi passate la parola arcaica in questo contesto) che la grandezza e la complessità di oggi confrontata con quella degli albori dell’internet commerciale nei primi anni ’90 del secolo scorso ha qualcosa di affascinante, esaltante e preoccupante al tempo stesso.
Chissà se a fine ‘800 con la rivoluzione industriale le persone hanno provato la stessa sensazione.
Esaltante perché le infinite potenzialità dei primi anni sembrano oggi ancora altrettanto infinite.
Preoccupante perché alcune di queste potenzialità trasformate in qualcosa di concreto hanno saputo dimostrare una clamorosa incapacità di gestione e consapevolezza da parte di chi li ha realizzate così come di chi le ha usate.

Per quanto riguarda il secondo punto la sensazione è chiaramente di stordimento.
Fermandosi un attimo, usando un ritmo un po “vecchio-stile”, è evidente che il mare di informazioni tra cui navigare è così vasto e profondo che solo uno sguardo fugage tende a far venire le vertigini.
Se è vero che i potenti strumenti di oggi ci portano a trovare proprio quello che stiamo cercando in questo oceano, è anche fortissima la consapevolezza che quel che riusciamo a vedere in realtà non è sempre conoscenza “vera”, ma è solo la punta di uno dei millemila iceberg che galleggiano nel mare, e neanche di uno tra i più grandi.

Just my 2 cents.

Macchina da scrivere

Il primo articolo su TechEconomy

Non sono certo un giornalista o uno scrittore, ma scrivere mi piace anche con tutt i limiti che la poca teoria e la scarissima pratica mi impongono.

Ma non posso negare la piccola grande soddisfazione di aver visto un mio articolo pubblicato su un portale di informazioni che seguo in prima persona e che è seguito da tante persone. E soprattutto TechEconomy è fatto di articoli scritti da persone che, oltre che a scrivere meglio di me, ovviamente, scrivono anche di argomenti interessanti e da cui c’è spesso qualcosa da imparare.

Il mio articolo lo trovate qui: http://www.techeconomy.it/2015/09/25/commerce-libero-proprietario-caso-magento/ all’interno del nuovo canale Open 4 Business, che presenta alle aziende e alle Pubbliche Amministrazioni le opportunità e i rischi del software libero.
Un tema che mi è molto caro – chi mi conosce lo sa – e che trovo sempre appassionante e stimolante sia in ambito personale che in ambito lavorativo, da molti anni.

Permettetemi di dire quindi che sono particolarmente felice di poter scrivere per questo canale, e pure un po’ emozionato perché tutti i post che posso aver scritto o gli speech che posso aver tenuto in giro per eventi di settore, di certo non erano per Techeconomy! 🙂

Grazie di cuore fin d’ora a tutti coloro che mi hanno dato quest’opportunità, in particolare a Sonia, a cui dedico un bel #daje!
Grazie anche alla redazione di TechEconomy per questa opportunità.
E grazie anche a tutti quelli che commenteranno con spirito costruttivo.

Spero di poter scrivere ancora dando a mia volta una mano a parlare e far capire meglio  temi importanti quanto interessanti.

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Ex Machina

Il soggetto non è certo originale: forma di vita artificiale creata dall’uomo arrogante che si ribella e uccide il suo creatore.

Però al di la del giudizio sul film in sé per una volta ho apprezzato un film in cui nessuno corre e scappa e in cui le inquadrature non vengono sparate a ritmo di mitraglia. Mi è sembrata un’eccezione rispetto ai film di fantascienza degli ultimi anni. Forse dipende dal fatto che la produzione è inglese e non hollywoodiana! 🙂