Ci sono passato anch'io, nel mio piccolo...
Poco tempo fa ho aperto un blog, un'idea che covavo da tempo. Poche settimane dopo ero già sul punto di chiuderlo, anch'io al grido di "Ma che ci scrivo? Non ho tempo!". L'ho lasciato lì per un altro paio di settimane a "decantare", come un vino che ha bisogno di ossigenarsi per tirare fuori il meglio del sapore. E il mio blogghettino sopravvive, con i suoi 5-6 articoli e le idee che mi sono venute nel frattempo. Scrivo quello che voglio quando voglio, non mi sento obbligato dai tempi o dalle quantità. Ho solo in mente che il mio piccolo sconosciutissimo blog è un posto mio, che mi dà l'occasione e lo stimolo di condividere quello che mi interessa con chi passa di lì, a documentarmi su un argomento e sforzarmi di renderlo comprensibile ad un immaginario lettore che non ne sa nulla. E magari scriverci anche qualche cazzata ogni tanto. Perché posso farlo, e lo faccio per me innanzitutto.
I social network? Ne faccio a meno volentieri, anche se preferisco il whisky o il vino...
Io ti direi di scorrere tutto quello che hai scritto finora, cancellare tutti quello che non senti più "tuo" e vedere cosa resta. Se ti rimane solo la home page, è il momento di passare ad altro.
Saluti.
Questo è un commento di "Tempo per scrivere"
Commenti (1)
leggi non scritte
1Lunedì, 05 Settembre 2011 14:43
Rocker Rabbit
non sta scritto da nessuna parte che un blog debba avere una sua frequenza minima: se è una cosa che fai per lavoro è ovvio che sei tenuto a dire sempre qualcosa e a lavorarci su, ma se è solo un passatempo, uno sfogo, una cosa che fai per te, non hai orari e non hai ritmi. Magari ci saranno tempi in cui vorrai scrivere tanto e lo farai, ma chiuderlo per mancanza di tempo non è così automatico, è bello anche guardare i vecchi articoli e trovarci parti di se che non sono sempre sotto i propri occhi. Per quanto riguarda il social network, sarebbero strumenti molto potenti soprattutto con l'impronta di D*/G+ piuttosto che quella di FB, ma ti posso dire che le vere amicizie non ho smesso di coltivarle una volta cancellatomi da FB perchè erano persone che proprio mi mancavano (e se così non avessi fatto forse una di queste non sarebbe diventata la mia meravigliosa ragazza), ma forse stavo meglio quando ero dentro, pensare di avere 285 amici da cui ricevevo informazioni in continuazione era meglio che sapere di averne 3 o 4 (la famosa legge dell'abbondanza) e dal punto di vista sociale se non ce l'hai ti manca effettivamente qualcosa per amalgamarti col gruppo (se loro si sentono ogni quarto d'ora via FB e tu li senti una volta alla settimana dal vivo sei svantaggiato). Poi le due cose possono anche coesistere: i link passati su di un socialnetwork ti possono dare anche di che scrivere, quindi perchè parlarne come se fossero mutualmente esclusive?


