Tempo per scrivere

Il tempo per scrivere sul sito è ormai ridotto a pochi bit con una frequenza che tende a zero post per mese.
Che faccio smetto del tutto?
Oppure rivedo il sito in chiave molto più minimale?

Il tempo è davvero poco, ma oltre questo c'è il fatto che preferisco parlare, interagire, e non solo pubblicare. Inoltre ultimamente scopro sempre di più che un buon social network non è davvero ancora all'altezza di una persona in carne ed ossa con cui parlare.
Con una persona in carne ed ossa inoltre si può bere un buon rum.
Con una persona che conosci dal vivo ci si può parlare anche attraverso un social network, come per telefono o via sms o email, ma temo che ad oggi un buon social network possa fare due cose:
  1. metterti in contatto facilmente con una persona che già conosci e darti modo di coltivare la tua amicizia
  2. creare un contatto con una persona sconosciuta senza creare alcuna amicizia (o con scarsissime probabilità che diventi una vera amicizia senza che tu conosca personalmente questa persona)
Nel mezzo c'è tanta fuffa, tanto marketing e tanto spirito di autoconvinzione che lasciano un po' il tempo che trovano.

Il mio sito non è un social network ma durante l'ultimo anno non ho trovato molta voglia di scriverci qualcosa quindi forze forse dopo quasi 3 anni dall'ultimo aggiornamento è il momento di imbarcarsi in un'avventura nuova e più stimolante!

Vedremo che ne esce fuori, se volete condividere qualche vostra esperienza commentate pure.
Commenti (1)
1Domenica, 04 Settembre 2011 21:56
Flavio
Poco tempo fa ho aperto un blog, un'idea che covavo da tempo. Poche settimane dopo ero già sul punto di chiuderlo, anch'io al grido di "Ma che ci scrivo? Non ho tempo!". L'ho lasciato lì per un altro paio di settimane a "decantare", come un vino che ha bisogno di ossigenarsi per tirare fuori il meglio del sapore. E il mio blogghettino sopravvive, con i suoi 5-6 articoli e le idee che mi sono venute nel frattempo. Scrivo quello che voglio quando voglio, non mi sento obbligato dai tempi o dalle quantità. Ho solo in mente che il mio piccolo sconosciutissimo blog è un posto mio, che mi dà l'occasione e lo stimolo di condividere quello che mi interessa con chi passa di lì, a documentarmi su un argomento e sforzarmi di renderlo comprensibile ad un immaginario lettore che non ne sa nulla. E magari scriverci anche qualche cazzata ogni tanto. Perché posso farlo, e lo faccio per me innanzitutto.
I social network? Ne faccio a meno volentieri, anche se preferisco il whisky o il vino...
Io ti direi di scorrere tutto quello che hai scritto finora, cancellare tutti quello che non senti più "tuo" e vedere cosa resta. Se ti rimane solo la home page, è il momento di passare ad altro.
Saluti.
Lunedì, 05 Settembre 2011 14:43
Rocker Rabbit
non sta scritto da nessuna parte che un blog debba avere una sua frequenza minima: se è una cosa che fai per lavoro è ovvio che sei tenuto a dire sempre qualcosa e a lavorarci su, ma se è solo un passatempo, uno sfogo, una cosa che fai per te, non hai orari e non hai ritmi. Magari ci saranno tempi in cui vorrai scrivere tanto e lo farai, ma chiuderlo per mancanza di tempo non è così automatico, è bello anche guardare i vecchi articoli e trovarci parti di se che non sono sempre sotto i propri occhi. Per quanto riguarda il social network, sarebbero strumenti molto potenti soprattutto con l'impronta di D*/G+ piuttosto che quella di FB, ma ti posso dire che le vere amicizie non ho smesso di coltivarle una volta cancellatomi da FB perchè erano persone che proprio mi mancavano (e se così non avessi fatto forse una di queste non sarebbe diventata la mia meravigliosa ragazza), ma forse stavo meglio quando ero dentro, pensare di avere 285 amici da cui ricevevo informazioni in continuazione era meglio che sapere di averne 3 o 4 (la famosa legge dell'abbondanza) e dal punto di vista sociale se non ce l'hai ti manca effettivamente qualcosa per amalgamarti col gruppo (se loro si sentono ogni quarto d'ora via FB e tu li senti una volta alla settimana dal vivo sei svantaggiato). Poi le due cose possono anche coesistere: i link passati su di un socialnetwork ti possono dare anche di che scrivere, quindi perchè parlarne come se fossero mutualmente esclusive?

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