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| Come trasmettere musica in pubblici esercizi italiani senza pagare la siae | | Stampa | |
| Categoria: Notizie dal mondo | |||
| Sabato 22 Settembre 2007 15:17 | |||
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Riporto con molto piacere una email di Nicola A. Grossi che contiene una buona notizia.
Leggete subito il resto dell'articolo. Aveva fatto scalpore la gelateria romana che era riuscita ad ottenere una "dispensa" da SIAE per filodiffondere musica libera all'interno del proprio locale. Adesso SIAE, rispondendo a domande precise ( http://www.costozero.org/wai/img/fax1.jpg ) ha messo nero su bianco che se gli autori non sono iscritti a SIAE la SIAE non deve essere pagata ( http://www.costozero.org/wai/img/fax2.jpg ). Un principio semplice, ma, nei fatti, non molto semplice da essere messo in pratica: per disinformazione, per mancanza di organizzazione, per mancanza di certezze o anche per semplici "timori reverenziali". BASTA! E' nato un progetto ( http://www.costozero.org/wai/filozero.html ) che rende tecnicamente possibile la filodiffusione di musica senza il pagamento dell'abbonamento SIAE per la musica d'ambiente (che, in certi casi, arriva a superare i 400 euro annui: un business che frutta a SIAE molti milioni di euro ogni anno, ma che appare sempre di più come un ingiusto balzello). Il progetto cerca anche di aprire nuove importanti prospettive per la promozione della musica autoprodotta facendo incontrare l'offerta della musica libera e la domanda dei pubblici esercenti interessati ad un considerevole sgravio fiscale: _adesso conviene trasmettere gli sconosicuti, non i figli adottivi delle multinazionali_. Cosa accadrà? Nei prossimi giorni le Associazioni di categoria (Confcommercio, Conferercenti in primis, ma anche le corporazioni dei liberi professionisti ecc.), che fino ad oggi si sono accontentate di garantire ai propri associati piccoli sconti (10-15%) tramite convenzioni con SIAE, verranno informate del fatto che il risparmio può essere del 100% e ogni diatriba con SIAE, IMAIE e sorelle può essere azzerata se utilizzeranno musica di non iscritti a queste società. Non potranno ignorarlo. Cosa accadrà? Dipende anche da noi. Incominciamo a diffondere la notizia. :-) bye nag
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visto che sono passati tre anni e mezzo da quando ho riportato questa notizia dal blog di Nicola Grassi, ti consiglierei caldamente di informarti se ci sono stati ulteriori sviluppi sulla questione, prima di diffondere musica nel tuo locale!