IL SOFTWARE VINCE CON LA DEMOCRAZIA

IL PARLAMENTO EUROPEO HA BOCCIATO SENZA APPELLO LA DIRETTIVA SULLA BREVETTABILITA' DEL SOFTWARE CON 648 VOTI CONTRARI, 14 FAVOREVOLI E 18 ASTENUTI!

Il mondo del software, la comunità Open Source e i tutti coloro che si sono battuti ed impegnati contro la direttiva sulla brevettabilità del software possono esultare.

E soprattutto infonde fiducia constatare come la democrazia si sia rivelata efficacie in questa occasione. Le proteste civili, unite alla conoscenza e alla saggezza di coloro che il software, prima di sfruttarlo economicamente, lo scrivono o lo comprendono con spirito critico, hanno lasciato un segno concreto.
I significati di questo segno sono molteplici.
Sicuramente la sconfitta di quella larga parte di multinazionali del software che ormai stanno sempre al centro dell'attenzione più per i processi in cui sono coinvolte che per i prodotti che sfornano.
Con la stessa certezza si può affermare la vittoria di una visione e dirigenza politica che, pur non illudendoci di considerarla aliena da lotte di potere fini a se stesse né tantomeno avulsa dal contesto delle grandi linee sporche dell'economia mondiale, possiamo definire onorevole e leale nei confronti dei cittadini che hanno manifestato nelle sedi opportune la loro opinione derivante dall'esperienza e dal buon senso.
Infine mi pare giusto sottolineare la grande vittoria della comunità del software libero e dell'open source. Questi due movimenti di idee e di fatti affermano e lavorano da anni, anche se da prospettive differenti, per guadagnare e stabilire diritti dell'uomo in relazione a quel mondo informatico che sempre più caratterizza la nostra esistenza. Oggi queste due linee di pensiero, insieme alla moltitudine di sfaccettature che hanno generato (associazioni, organismi, gruppi, che non si possono citare in un solo articolo) e che da esse indiscutibilmente discendono, hanno trovato una nuova conferma della bontà della loro azione: la grande mobilitazione generata e mirabilmente coordinata negli ultimi due anni non può che dar loro soddisfazione.
Una soddisfazione che fissa un punto fermo essenziale per iniziare a muoversi nella direzione che da tempo tiene impegnate le menti dei più attivi:la direzione che vede sostenibile ed applicabile il modello di sviluppo da anni professato dalla comunità.

C'è ancora moltissimo lavoro dunque, ma le motivazioni oggi, 6 luglio 2005, alla luce di quanto è successo, sono molto, molto più forti e concrete di quanto non fossero mai state fino a ieri.


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