Censura Vs Pedofili

Una partita essenziale che si combatte tra le autorità e i pedofili si gioca sulla rete.
Prendendo spunto dalla domanda lanciata da Fabio Andrea nella Mailing List del GLUG Perugia, ho risposto scrivendo alcune considerazioni personali che riporto di seguito.
Potete trovare l'intero thread con i messaggi di tutti gli intervenuti cliccando qui .


La domanda era semplice e diretta: "che ne pensate del decreto in oggetto?"

Ecco la mi risposta:

Ieri mentre sentivo l'intervista di un alto in grado dell'arma che
spiegava come si procederebbe per oscurare i siti pedofili stranieri
(perché mi pare si parli di oscurare quelli stranieri e di arrestare
invece coloro che li gestiscono sul suolo nazionale) mi è venuto uno
scatto d'ira per aver sentito l'ennesima volta il discorso SBAGLIATO,
cioè l'ennesima mezza verità e mezza spiegazione su come funziona la
rete e su chi usa la rete.

Il carabiniere ha fatto l'esempio della strada (ormai consueto)
dicendo qualcosa come "Noi così vogliamo chiudere LA strada con cui
tali pedofili si muovono in rete
". Ebbene io ho mentalmente proseguito
la frase dicendo "lasciandoli però continuare a fare quello che
vogliono girando tranquillamente intorno al posto di blocco
"!

Il problema secondo me è proprio a monte e non a valle, il fatto che i
pedofili ci siano o non ci siano è il problema, mentre la loro
capacità di diffondere le loro indegne informazioni è una conseguenza,
certo diretta e proporzionale ai misfatti, ma non è IL problema.

L'essenza stessa della rete non è l'unicità ma la molteplicità: non
esiste LA strada per arrivare ad un sito, ne esistono tante e se
volessi fare un'analogia informatica (di quelle che ci piacciono tanto
in ML GLUG) direi che la politica che paga di più su un firewall è
DENY ALL e poi si apre solo quello che serve. Di questo passo avremo
aperti solo i siti che servono…a chi comanda però!

Quindi ben venga il monitoraggio degli infami siti ma il fatto che
dall'Italia non si possano vedere non metterà certo a tacere i pianti
di chi soffre
.

Inoltre, come già successo per i siti delle scommesse on-line, quanto
durerebbe questa censura? Il tempo di metter su un mirror in qualche
altro stato?

Il mio giudizio su questa politica (intesa come azione politica dello
Stato) è semplice: per l'ennesima volta gli occhi dei cittadini
lacrimano del fumo che viene loro lanciato addosso, delicatamente
mescolato col miglior incenso
.
Per ogni buona azione dei dirigenti della nazione (o dipendenti come
li chiamerebbe Beppe Grillo) ce ne sono a conseguenza più o meno
nascosta molte altre cattive, o stupide, o incoscienti.
E non c'è dubbio che un giro di vite nei confronti di tali delinquenti
sia una buona azione, che condivido e appoggio, ma è altrettanto
chiaro a chi ne sa un po' di internet (basta il minimo sindacale di
formazione professionale) che la soluzione non possono essere i posti
di blocco perché in questo contesto le strade possono essere create
facilmente.

Naturalmente non ho contro-proposte su come combattere la pedofilia su
internet, non credo di avere né l'auctoritas né le competenze per fare
proposte del genere, ma da cittadino e da uomo sostengo che senza un
minimo di coscienza sociale le leggi da sole non bastino. Bisogna che
in Italia cominciamo a studiare cos'è internet e come funziona al
posto del greco e del latino. E ve lo dice a malincuore un fervido
latinista che in tutta coscienza sa che oggi il latino serve meno di
internet a capire come funziona il mondo.

In conclusione, mi auguro che a questa discutibile censura seguano
almeno risultati soddisfacenti che possano demolire questa mia
minuscola e personalissima analisi.

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