Pisanu

Decreto Pisanu prorogato?

PisanuOggi probabilmente verrà prorogato di un altro anno il decreto “Pisanu”, che resterà in vigore quindi almeno fino al 31 dicembre 2009.
Viva la lotta al terrorismo! Abbasso le guerre!
Al grido della pace ci stanno tutti, ma fino a quando la limitazione delle libertà più o meno personali è efficace nella lotta al terrorismo (o nella lotta a qualsiasi altra cosa palesemente ingiusto) e quando invece diventa palesemente uno svantaggio per i comuni mortali e una proforma per un terrorista o sedicente tale?


PisanuDunque, per chi non lo sapesse, grazie al Decreto Legge 155/2005 del 22 luglio 2005, in Italia, in nome della lotta al terrorismo, ci sono limitazioni per l’utilizzo di reti Wi-Fi, cioè le reti senza fili per i PC.
In particolare l’articolo 7 in sostanza dice che i pubblici esercizi e i circoli privati di qualsiasi specie nei quali sono posti a disposizione del pubblico, dei clienti o dei soci apparecchi terminali utilizzabili per le comunicazioni, anche telematiche; l’esempio più frequente (ma non esclusivo) è quello degli Internet Point; detti esercizi o circoli privati devono chiedere licenza al questore; per quelli già attivi, la licenza doveva essere richiesta entro 60 giorni dall’entrata in vigore del decreto Pisanu;
E inoltre che per questi esercizi, l’art. 7 impone altresì procedure di identificazione dei clienti e monitoraggio delle loro attività telefoniche e telematiche (specificate con un successivo decreto ministeriale); tali regole valgono anche per il wi-fi, per definizione accesso “non vigilato” e, dunque, si applicano, ad esempio, anche agli alberghi che forniscono, gratuitamente o a pagamento, questi servizi; per quanto riguarda il wi-fi “pubblico” (quello predisposto da enti locali come i comuni) normalmente sono adottate misure identificative come, ad esempio, l’invio del codice di accesso via sms, l’utilizzo della chip-card sanitaria o di scratch card prepagate a persona identificata.

In pratica se in un bar trovate una connessione ad internet e volete navigare il gestore del locale dovrebbe prendersi la briga di fare da polizia, ovvero accertare chi siete, fotocopiare i vostri documenti, mettere in piedi (a proprie spese s’intende) un sistema informatico in grado di registrare tutto quello che fate così da poterlo fornire alle autorità se richiesto.

Dopo tutta questa bella premessa cosa voglio concludere?
Semplice: che non solo il ministro ma probabilmente tutti coloro che hanno votato questa legge sono ancora una volta completamente all’oscuro del funzionamento di una rete wi-fi. In altre parole: NON HANNO IDEA DI CHE COSA STANNO PARLANDO.
Sotto molti aspetti questa limitazione è inutile. La gente per bene avrà problemi: bene che vada il locale di turno staccherà tutto per non avere rogne e il cliente rimarrà senza connettività. Nella peggiore delle ipotesi invece il gestore del locale si aggiornerà e aumenterà il costo per ripagare quanto ha dovuto spendere per mettere in piedi tutta questa trafila.

Mi permette di dare, umilissimamente, un consiglio a lor signori politicanti (ovviamente di qualsiasi parte): se avete figli o nipoti fino a 20 anni che smanettano con il PC, prima di fare un’altra legge così mandateli una giornata in giro per Roma con un portatile dotato di scheda wi-fi, e poi fatevi dire quante reti aperte hanno trovato e dove. Probabilmente vi diranno che, a meno di abolire il wi-fi in Italia, è inutile bloccare le reti wi-fi dei locali pubblici.

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