L’Open Source aiuta l’Università e la ricerca scientifica?

La risposta è si.
E non è solo la mia opinione, bensì l’opinione del prof. Giovanni Organtini, docente di Fisica Sperimentale all’Università di Roma “Sapienza”.

Attraverso i meandri di feed di notizie che mi capita di leggere riguardanti il mondo dell’IT e dell’Open Source, sono arrivato all’interessante intervista pubblicata il 27-11-2009 a cura di Antonio Savarese sul sito http://www.datamanager.it.

L’intervista è breve ma in particolare la risposta del prof. Organitini all’ultima domanda mi pare particolarmente interessante.
La domanda è:
Crede che la filosofia open si possa utilizzare anche in ambito accademico lì dove regnano i baroni?


Riporto qui alcune frase della risposta:
[…]
I baroni devono il loro potere alla capacità di controllare le risorse economiche e alla rete di protezioni che limitano la possibilità di espressione. I sistemi aperti consentono la riduzione dei costi e pertanto sono accessibili anche a chi non dispone di grandi risorse finanziarie.

L’intrinseca apertura dei sistemi impedisce a chiunque di controllare anche solo parte dello sviluppo. L’adozione della stessa filosofia in ambito editoriale, inoltre, permetterebbe a chiunque di accedere o di pubblicare informazioni, con conseguente riduzione del potere di controllo da parte degli editori.

Infine, se si adottasse su vasta scala questo paradigma nello sviluppo tecnologico, si produrrebbero importantissimi effetti nel mercato dei brevetti, che personalmente considero alla stregua dei diritti di passaggio sulle terre dei feudatari medioevali.

[…] La cosa incredibile e’ che la maggior parte delle persone ritiene giusto questo sistema, e non comprende che esso va a esclusivo vantaggio di pochi “baroni” dell’economia, e a danno dello sviluppo economico e tecnologico, contro gli interessi della maggioranza.

Proprietà intellettuale, brevetti, sviluppo economico e tecnologico per tutti. Argomenti interessanti e che mi stanno a cuore.
Probabilmente ci sono molti altri che la pensano così, bisognerebbe farli passare a qualche TG nazionale…ok va bene…ora sto sognando. 🙁

Vi consiglio di leggere tutta l’intervista.


Crede che la filosofia open si possa utilizzare anche in ambito accademico lì dove regnano i baroni

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