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Connessione mobile: esperimenti personali dal 2001 al 2010

Logo VodafoneA volte mi viene il sospetto che gli operatori telefonici sono aziende troppo grandi, un po’ come le banche, che tra una piega e l’altra delle varie giurisdizioni alla fine non sono altro che gigantesche multinazionali con in mano il manico del coltello.
Oggi ho ritentato un esperimento che ho fatto anche in passato e che trovo abbastanza significativo della situazione, almeno italiana, dell’offerta di connessione ad internet su periferiche mobili.
L’operatore di questa volta è Vodafone, ma prima di arrivarci faccio una breve cronologia.


All’inizio del mese scorso il buon “vecchio” Tytn II mi ha lasciato del tutto inaspettatamente. “Vecchio” va virgolettato di brutto poiché aveva 2 anni e 3 mesi di vita!
Da un giorno all’altro la parte “telefonia” ha smesso di funzionare: sms, chiamate e tutte le altre funzioni che passano per la SIM Card non funzionavano più, mentre il resto delle funzioni è rimasto perfettamente funzionante.
Dopo aver chiesto ad HTC un preventivo per la riparazione ricevendo in risposta una cifra veramente esagerata, ho deciso che era meglio cambiare palmare e ne ho trovato uno con un mese di vita su Ebay, che ho potuto provare di persona prima di acquistare.

Ok, ora veniamo all’esperimento, consiste essenzialmente nel verificare quali sono i costi e le offerte dell’operatore per navigare su internet dal telefono.

La prima volta che tentai quest’esperimento era l’epoca dei proclami del GPRS, nel 2001-2002 circa.
L’operatore era TIM e utilizzando le configurazioni pubblicate tramite il sito internet il servizio clienti dell’operatore, in pochi minuti spesi (vado a memoria) circa 18.000 delle vecchie lire. Non c’erano tariffe speciali, piani forfeittari o opzioni di sorta attivabili per risparmiare.
Un bel salasso non c’è che dire.

Ritentai lo stesso esperimento nel 2006, sempre con TIM, quando gli slot GPRS si erano moltiplicati come funghi e gli operatori dichiaravano mirabolanti velocità in download di oltre 180Kbps. Utilizzai chiaramente le configurazioni fornite dall’operatore per il GPRS. Attivai però una specie di opzione tariffaria che dichiarava di offrire navigazione a piacimento pur di rientrare nei limiti di traffico (che erano di qualche MB al mese mi pare).
In quest’occasione scoprii la pessima abitudine degli operatori di non avvisare l’utente né disconnettere la navigazione nel caso in cui si arrivasse a zero euro di credito nella carta ricaricabile. I furbacchioni infatti mi batterono in astuzia poiché io avevo appositamente lasciato pochi euro per non correre il rischio di spendere troppo e invece TIM continuò a tariffare mandando il credito in negativo. Questo mi causò la sospensione di tutti i servizi voce ed sms finché non ricaricai a sufficienza da appianare il “debito”, che ammontò in pochi minuti a circa 5 euro.
Credo che tutt’ora ci sia questa usanza tra gli operatori.

Oggi ritento, con Vodafone.
Siamo giunti nel 2010, ho un palmare nuovo (nel bene e nel male dato che ho dovuto ricomprarlo per forza) e mi dico: per lavoro mi sarebbe utilissimo, siamo nel bel mezzo dell’era delle telecomunicazioni mobili (HSDPA, HSUPA, 3,5G, 4G, e chi più acronimi ha più ne metta), ci sarà il modo di avere una connessione always-on in mobilità riuscendo a sapere in anticipo quanto spendo!!!!
I fatti seguenti descrivono l’esperimento:

  • Vado sul sito Vodafone, una cozzaglia di quadratini e pallini colorati in cui fatico in modo incredibile per trovare le informazioni che mi servono (e dato che lo faccio di lavoro credo di essere un utente di siti web abbastanza agile).
  • Spulcio ogni opzione per ricaricabili e alla fine trovo Mobile Internet: 3 euro a settimana per 500 MB di traffico.
  • Come connessione always-on è del tutto insufficiente, ma mi lascio tentare dalla settimana di prova gratuita e attivo l’opzione.
  • Pochi minuti dopo ricevo 2 sms che mi confermano che l’opzione è attiva e poco dopo un altro sms ancora che mi ricorda, gentilmente, che dall’opzione è escluso il traffico effettuato tramite l’APN web.omnitel.it. Ad onor del vero questa clausola è scritta anche nelle note della pagina di descrizione dell’opzione.
  • A questo punto mi viene lo scrupolo di controllare le impostazioni di connessione del palmare. Apro subito il PDF pubblicato da Vodafone con i parametri di configurazione per la navigazione e indovinate quale APN devo usare? web.omnitel.it.

Che abbiano ragione quelli che pensano che le coincidenze non esistono?!
A questo punto concludo che la tariffazione sarà quella ordinaria. Ormai però sono quasi a fine esperimento e decido di investire una piccola somma per poter confrontare i risultati con quelli degli anni precedenti.
Fieramente configuro la connessione come specificato da Vodafone e mi collego.
Scarico un po’ di posta, faccio un giro su google, facebook e altri siti come farei se stessi in giro e dovessi reperire o scambiare informazioni (poche peraltro) via internet.
Durata della navigazione: approssimativamente 30 minuti.
Costo dell’esperimento: 5,50 euro.

Spero possiate divertirvi con questi dati tirando le vostre conclusioni.
Personalmente ritengo che, a dispetto delle super-mega-iper velocità di connessione mobile sbandierate a suon di acronimi dagli operatori, la situazione non sia molto cambiata nel corso degli ultimi 10 anni. Almeno in Italia e almeno per le carte ricaricabili.

A questo punto non mi resta che cercare tra i piani in abbonamento. Ma li ogni esperimento dura in media 24 mesi…dovrò essere molto, molto cauto.

punto d’accesso (APN) web.omnitel.it

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