Liberate(vi) dalle catene di email

Già anni fa avevo scritto a molti miei amici dopo l’ennesima catena di S.Antonio via email con richiesta di far girare email inutile per scopi non solo altrettanto inutili e con risultati matematicamente dimostrabile essere pari a zero, ma addirittura controproducenti per i soggetti, sfortunati, di alcune email.

Prendendo oggi spunto da un post di Diegor, ripropongo la mia posizione ripescando quasi tale e quale una mia email di oltre 3 anni fa. Lo scopo è quello di aiutare chi riceve queste email ad aprire gli occhi e smettere di essere complici inconsapevoli di chi LUCRA sopra le disgrazie di chi soffre. Le email peggiori infatti sono quelle che sfruttano il senso di pietà e solidarietà, che fa presa su molti.

A distanza di anni forse sono cambiate alcune delle dinamiche alla base del fenomeno dello spam, anche se personalmente non credo ci siano sostanziali differenze. Ma in ogni caso sul concetto di base la mia opinione non è cambiata.

La mail che scrissi nel giugno 2007 partiva proprio da una email di questo tipo che dopo una lunga poesia e molte considerazioni di tipo “umanitario” su una povera ragazzina malata di cancro, se ne usciva con questa frase finale:

Se spedisci questa email al maggior numero di persone possibili, potrai dare a Lei ed alla sua famiglia una piccola speranza perchè per ogni nome a cui verrà inviata The American Cancer Society donerà 1 cent per pagare le sue cure ed il piano di tentativo di guarigione

 

Ecco la mia risposta agli amici che avevano letto quella richiesta:

Con tutto il rispetto e la pietà che una cosa del genere può e deve suscitare, ma vi siete mai chiesti per caso CHI è che dovrebbe pagare per delle email inviate da gente sconosciuta e ricevute da gente altrettanto sconosciuta e di cui quindi non è possibile sapere neanche il numero effettivo tra quelle inviate e ricevute?

A volte in email come questa trovate pure fotografie a dir poco angoscianti, oltre che testi che FORSE veramente esprimono il dolore e la disperazione di gente che vive su di sé o sulla propria famiglia la disgrazia del dolore.

E mi pare irrispettoso fare catene di Sant’Antonio inutili a tutti se non a chi ha intenzione di fare spamming, praticamente abusando della faccia o delle parole della poverina di turno per fini spesso poco nobili. Infatti come potete notare, spesso le catene di S.Antonio vengono inviate mettendo tutti gli indirizzi di posta visibili, e credo che vi sia senz’altro capitato che un vostro amico vi manda mail come quella di ——– e oltre ai vostri indirizzi ci sono anche molti indirizzi di gente che non conoscete.

L’unica conseguenza certa di tali catene è spargere per la rete indirizzi email a più non posso che poi possono essere usati (con tecniche e tecnologie diverse che se volete vi spiego di persona in dettaglio) per farvi arrivare le solite email di viagra e altra robaccia.

A questo punto, vi siete mai chiesti perché ci sia gente che manda milioni di email spazzatura o tentativi di frode che vengono cestinate o, quando va bene, intercettate dai filtri automatici? Semplice:
perché a monte di questo enorme sistema di spam ci sono MONTAGNE DI SOLDI!

La conclusione logica e morale del mio discorso è uno: mandando queste email agli amici, nella migliore delle ipotesi contribuiamo e far girare milioni o miliardi di euro guadagnati sulle spalle del senso di pietà e carità della gente.

Nella peggiore delle ipotesi, ovvero quando le immagini e le storie che trovate nelle email sono vere (ma per fortuna spesso non lo sono), facciamo girare soldi anche sulle spalle di poveri disgraziati alle prese con le prove che il Signore gli ha mandato nella vita.

Spero di non avervi offeso o annoiato e scusate se mi sono permesso di rispondere a tutti. Non è una critica personale ovviamente, perché chi decide di inoltrare una mail di una catena come questa molto difficilmente è anche la persona che l’ha cominciata.

Ma per fortuna tutti i destinatari possono CONSAPEVOLMENTE SCEGLIERE di interromperla.

Pensateci bene.

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