Mark Shuttleworth annuncia di sviluppare alcune parti di Ubuntu in segreto

Partendo da un post di Gianluca sulla decisione di Mark Shuttleworth di nascondere, in futuro, alcuni pezzi di Ubuntu per renderli più appetibili e sorprendenti, rilasciandoli poi sempre con licenza libera, ma di fatto sottraendoli allo sviluppo e al giudizio della comunità del software libero, mi è venuto un commento un po’ più articolato che non mi piaceva relegare ad un commento su Google Plus.

Quindi lo scrivo qui.

Prima di leggere il commento magari leggetevi il post di Gianluca, la fonte che lui ha citato sul post e la fonte originale della notizia, ovvero l’annuncio di Mark Shuttleworth stesso sul suo blog.

Poi, se volete, leggete il commento qui sotto.

 

Sicuramente i membri della comunità FLOSS lo prenderanno come un tradimento dei principi alla base del software libero e open source su cui si è basata anche Ubuntu finora (con qualche timida eccezione), e non saprei dargli torto.
D’altra parte potrebbe potenzialmente anche aumentare l’attenzione ad un livello sufficiente da portare una cosidetta “massa critica” di utenti verso l’utilizzo effettivo di un desktop GNU/Linux, e in questo caso i lati positivi per chi facesse parte di questa massa critica (ma non solo) sarebbero molti e validi.

Come utilizzatore GNU/Linux di lunga data non sono e non posso essere d’accordo con questo approccio di Shuttleworth/Ubuntu, a riprova che la mia sensazione di scetticismo per altre iniziative del genere, come Unity, iniziate un paio d’anni fa era una sensazione non campata per aria.
Anche se molti come me non condividono questa posizione va però riconosciuto a Shuttleworth il coraggio di cambiare.
Le polemiche sono molte, ma l’attenzione sale al salire delle critiche e dato che tra mille flame, leak e trollate a volte ci scappa anche qualche critica costruttiva, mi pare di intravedere un piccolo spiraglio di luce intorno al tunnel di GNU/Linux come desktop.
Un tunnel iniziato molti anni fa (direi con cognizione di causa) e oggettivamente ad oggi in una situazione di stallo totale ben lontata dal vedere la luce.

Forse azioni di questo genere, fanno girare dall’altra parte molti utenti che hanno per anni fatto parte della community, me compreso, che pur non sono un gran contributore.
Magari però grazie a queste stesse azioni, moltissimi utenti che ad oggi conoscono solo Windows e Mac OS o a cui non interessa un tubo di sapere cosa sia e a cosa serva il software libero, potrebbero ritrovarsi ad usare una distro GNU/Linux come sistema operativo principale, anche se col sorgente rilasciato a rate e con qualche pezzetto closed-source.

Molto meglio di niente, Almeno a mio avviso.

Comunque il discorso è lungo e le alternative grazie al software libero non mancano di certo.
Quindi piuttosto che stare a farsi la guerra di principio, o pontificare sullo scenario da qui a 2, 3, 5 anni, io attenderei di vedere i fatti e giudicare quelli a tempo debito.

Senza mai smettere di contribuire, se possibile.

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